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16 Mar

Si può fare di più

Pubblicato da neAnastasis  - Tags:  #Ambiente

La raccolta porta a porta avviata nello scorso mese di Settembre ha visto crescere rapidamente la percentuale di rifiuti differenziati e quindi contrarsi sensibilmente la massa di rifiuti indifferenziati conferiti in discarica.
L’avvio del programma e il coinvolgimento di molti cittadini, resi responsabili dalla emergenza appena vissuta, ha fatto passare la percentuale di rifiuti differenziati da un misero 13% circa ad un valore stimato nel periodo settembre  – Dicembre 2008 intorno al 50% circa.
Il dato, pubblicato dall’osservatorio provinciale dei rifiuti, indicato in 22,4% è riferito infatti all’intero anno solare e quindi non tiene conto della forte accelerazione derivante dal nuovo modello organizzativo nella raccolta dei rifiuti. Numeri che potrebbero indurre in facile ottimismo eppure non è così, nei pochi mesi appena trascorsi assistiamo ad un lento ma progressivo deteriorarsi della situazione: 
  1. Le risorse impegnate per la raccolta differenziata sono state distolte dalle altre attività di cui è responsabile L’AMAV tra cui lo spazzamento delle strade comunali sempre più vistosamente degradato. In particolare ne soffrono le arterie periferiche che in alcuni casi: Via Costanzi, Via De Filippo, Via Rosanea, via Marciana  (vedi foto 1.1, 1.3, 1.4, ), sembrano essere tornate alla fase immediatamente pre-emergenziale, e le strade di accesso all’ asse viario a scorrimento veloce (SS 268) lungo i quali lo spazzamento non è forse mai stato fatto per una irresponsabile palleggiamento di responsabilità tra l’ente comunale e L’ANAS. 
  2. La raccolta differenziata di plastica e carta sembra impensierire per un difetto di risorse messe in campo: un solo giorno destinato alla raccolta sembra non essere sufficiente per uomini e mezzi impegnati. 
  3. La raccolta del vetro non è stata evidentemente ben illustrata ai cittadini che spesso si limitano a depositare buste di vetro raccolto in casa senza svuotarle nelle campane cosi che spesso i siti, pochi, male utilizzati e mal distribuiti, si trasformano in mini discariche di rifiuti indifferenziati (vedi foto 3.3, 3.6, 4.1 e altre nel dossier allegato), 
  4. Al di la di slogan annunciati non si sono visti all’opera ne i vigili ambientali ne le forze dell’ordine preposte al controllo del territorio, mobilitati per una corretta applicazione delle norme introdotte per la raccolta differenziata 
  5. L’impegno dei cittadini sembra affievolirsi, si notano sempre più frequenti disordini nel conferimento che potrebbero presto risolversi in una complicazione in sede di conferimento qualora fossero attivati controlli più severi.
  6. Nessun concreto sforzo si intravede nella gestione delle risorse (campagne di comunicazione, coinvolgimento delle associazioni …etc etc. ) per impegnare cittadini, operatori economici e azienda di raccolta per un coraggioso slancio verso risultati più brillanti.
L’emergenza rifiuti in Campania, e quindi anche a Sant’Anastasia, non si può certo dire risolta, la situazione di apparente quasi-normalità resta fragile e precaria suscettibile di una rapidissima involuzione finché non saranno:
  • attivati i siti destinati ai termovalorizzatori, obiettivo nella responsabilità della regione
  • raggiunti e stabilizzati risultati significativi nella raccolta differenzia (>del 75%) obiettivo di cui dovrebbero sentire la responsabilità le amministrazioni comunali, 
  • avviati seri programmi per la riduzione a monte dei rifiuti (imballaggi smaltiti a cura del produttore, riduzione dei contenitori per liquidi e polveri sostituiti dalla distribuzione di prodotti in contenitori riciclati etc.). obiettivo che dovrebbe vedere impegnati congiuntamente amministratori comunali e operatori economici.

Si può dunque fare di più, ……….
ma occorre volerlo fare!



Associazione civica
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